SOFFERENZA MENOMAZIONE CORRELATA Come inquadrarla nella TUN

Prova presuntiva tecnica

Enrico Pedoja

22.4.2026

 Parte Prima

Il  rapporto “ causa – effetto “ del parametro Invalidità Permanente nel danno biologico

Le attuali esigenze applicative della TUN in tema di danno non patrimoniale  impongono , ora ,allo Specialista Medico Legale una attenta riflessione sul concreto significato tecnico  e sulla stessa  “valenza  applicativa ” , ai fini risarcitori , del parametro della  “invalidità permanente “ (IP)

IL punto fondamentale sta nel fatto che Il rapporto tra Invalidità permanente  ed effetto risarcitorio atteso ai fini del “ danno non patrimoniale  “ non è automatico e , quindi , ad incremento del grado di disfunzionalità anatomica non corrisponde un automatica ricaduta sulla “ gravità della lesione del bene salute “ essendo questo rapporto  ancorato necessariamente  agli aspetti “ qualitativi “ della menomazione accertata

Il disallineamento nel diretto rapporto “causa – effetto “  dei parametri quantitativi della  invalidita’ permanente (accertati dal medico legale rispetto a “ variabili “ di disfunzionalita’ precostituite “ previste da un  Barème ) ,   crea una duplice  anomalia liquidativa  in quanto

  1. Condiziona liquidazioni analoghe rispetto ad analoghe percentuali di Invalidità  permanente costituite , spesso  da componenti menomative diverse  , che hanno   differente  effetto sul  danno previsto dall’ art 138 del Codice delle Assicurazioni , cioè sui comuni atti della vita quotidiana e sui comuni aspetti relazionali.
  • Crea – in un contesto di liquidazione tabellare –  un anomalo automatismo liquidativo delle “ componenti soggettive “ del danno non patrimoniale impedendo di definire l’effettiva “ gravità della lesione del bene salute che deve necessariamente trovare inquadramento negli aspetti “qualitativi “ della componente menomativa accertata : presupposto  ora fondamentale per una “equa” definizione   delle variabili del “ danno morale “  

Nel nuovo sistema Tabellare  la liquidazione del danno “non patrimoniale”,  eliminando l’automatismo che aveva caratterizzato le Tabelle di Milano , impone un nuovo  supporto “ tecnico “ medico legale che consenta un migliore inquadramento risarcitorio della componente biologica del danno : ciò ai fini di fornire un “ trait d’union” tra menomazione e conseguenze risarcibili , rispettando lo stesso criterio di “ equità ” previsto dall’art 1226 del Codice Civile .

Cio’ non vuol dire trasferire al medico legale la prova del danno   , ma consentire al Giudice ( e alle Parti ) di acquisire elementi di giudizio  tecnico  (ovvero di “ prova presuntiva” )   che consentano di riallineare il rapporto risarcitorio  “  tra disfunzionalita’ anatomo psichica accertata  e conseguenze ai fini del “ danno alla persona “  

I Principi  del  Metodo

 La metodologia medico legale per la  valutazione della percentuale di  invalidità permanente biologica segue un metodo “ accertativo “ , adeguatamente individuato nel primo principio espresso nelle recenti linee guida SIMLA  , ove il medico legale ha il compito di inquadrare i dati  clinico- strumentali acquisiti nel corso dell’indagine tecnica nel contesto di parametri di disfunzionalità  convenzionali condivisi , quali previsti dai Barème

  Il danneggiato – in questo ambito- diventa dunque esclusivamente  un soggetto “ passivo “   assumendo valore probatorio solo il dato accertativo clinico strumentale

Per la definizione della “ sofferenza menomazione correlata “ il metodo si inverte ed è compito del medico legale esprimere un giudizio modulato di “ compatibilità” tra  dato  clinico accertato  e le  variabili “ qualitative” della specifica componente menomativa accertata , già da tempo individuate nel contesto scientifico Medico legale Nazionale **

Il presupposto dell’accertamento medicolegale  si basa  nell’esprimere un parere di compatibilità tra condizione clinica del danneggiato e ricaduta della stessa sulla preesistente integrità psico fisica , rispetto a tre variabili , che vengono modulate in relazione alla prevalenza ed interferenza delle stesse  ai fini del danno

        1) Dolore fisico cronico;

        2) Interferenza sulle condizioni esistenziali;

        3) Percezione interiore del mutamento peggiorativo  dell’esteriorità e dell’individualità somatica.

Finalità

In  tale prospettiva il danneggiato diventa effettivamente “ oggetto di stima“ tecnica medico legale ,  riequilibrandosi il rapporto causale tra menomazione e danno biologico e consentendo un inquadramento della gravità della lesione permanente del bene salute , necessario , nello specifico contesto Tabellare (TUN) ,alla modulazione liquidativa  , secondo criterio  equitativo” , delle componenti “soggettive “ biologiche  del danno non patrimoniale

IL Metodo impone chiaramente al Medico legale una sufficiente  conoscenza  ed una certa esperienza Clinica nei vari ambiti di giudizio tecnico : competenze  necessaria per definire la  reale qualifica di “ esperto medico legale” nella valutazione del danno alla Persona

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Atti Convegno SMLT-AIGA Veneto  25.6.2010: “Qual è il prezzo del dolore e del disvalore del danneggiato

La Sofferenza psicofisica nel danno alla Persona.  Pedoja – Pravato -Metodologia valutativa Medico legale Maggioli 2013

Simla 2018 Accertamento e valutazione medico-legale della sofferenza morale

 Simla 2023 Valutazione medico legale della sofferenza lesione e menomazione correlata nella rappresentazione del danno a persona

Principi e guida alla Valutazione medico legale della “ sofferenza Correlata  2024 – Pedoja –Cieri Minerva Medica Casistica Applicativa in CTU

Per approfondimenti

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